FULVIO AGLIERI -
Presidente Editrice Nuovi Autori - 27 settembre 2001
"Morte di un Perdente" è
un libro che presenta una trama coinvolgente ed uno stile tanto personale
quanto efficace, capace di assumere la tecnica narrativa della cinepresa
che lavora a tutto campo, rinunciando alla selezione delle immagini e
quindi coinvolgendo il lettore in ipotesi capaci di far riflettere e
discutere.
Così Davide Cassia riesce a legare, in crescendo di suspence e di
intensità emotiva, l'interesse del lettore, "costretto" a voltare la
pagina per vedere come le cose andranno a finire.
In questo modo il romanzo mette in luce una buona capacità di raccontare,
di intuire e rappresentare il senso di una figura, di un personaggio, di
una situazione, di un destino.
Ma oltre a ciò, ed a fianco all'accattivante fluidità e tensione del
racconto, c'è da porre l'importanza che riveste il narrare vicende e
personaggi oltre che problemi, un'importanza spesso trascurata in questi
tempi in cui troppi narratori amano travestirsi da filosofi e sociologi.
Questo libro si merita dunque un posto tra quei buoni racconti "di
consumo", nei quali primeggia il "plot", la storia, rispetto ad altri
valori formali e il principale valore estetico è quello della "trovata"
intorno a cui ruota tutta l'invenzione.
Scrivo di questo aspetto del racconto per mettere meglio in evidenza che
esso ha anche i requisiti per diventare un buon soggetto cinematografico.
Dal punto di vista tecnico il lavoro appare solido nell'impianto ben
costruito sia nella trama, sia in un accurato linguaggio grazie al quale
la peculiarità delle persone e delle situazioni è ben definita con tratti
essenziali.
Anche il dialogo è ben costruito, si inserisce nel testo con naturalezza
ed assolve così l'importante
funzione di far emergere le sfumature, i caratteri, il nucleo psicologico
dei protagonisti.
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MASSIMO BARILE - Scrittore - 30 settembre 2001
Con "Morte di un Perdente" si entra nelle regioni più nascosta della
mente umana, si tocca l'essenza della finzione in un susseguirsi di
colpi di scena.
Nel tentativo di ricostruire un percorso razionale ci si può
trasformare in detective letterari per cercare di catturare prima
del tempo la verità. O quella che pensiamo sia la verità. Ma esiste
davvero?
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