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Il popolo si
accampa per la notte. Quale notte?? Osserverete giustamente voi. Beh, il
ritmo biologico è quello che è, e un uomo prima o poi deve dormire, e che
kazzo.
Giustamente io non sento stanchezza fisica, sennò che supereroe sarei??
Così monto di guardia assieme a buona parte dei soldati scelti per il
turno di sorveglianza. I babbuini umani sono ancora ben vivi nella mia
mente, quindi guardo spesso in alto verso il buio che fa da soffitto a
questo mondo sotterraneo.
Giro per le strade lungo le quali si sono accampati i componenti del
popolo e osservo questi strani edifici, costruiti in un epoca ormai
sepolta nella memoria, eretti da una civiltà scomparsa i cui diretti
discendenti sono ritornati qui, inconsapevoli, e ora dormono per le
strade.
Ogni tanto incrocio qualche guardia che mi saluta con riverenza e io
sorrido, ma sono imbarazzato, non riesco proprio a calarmi nel ruolo
dell'eroe. E poi, sai che eroe, chiunque provenga dalla mia dimensione qui
è immortale, quindi anche l'ultimo dei lamers sarebbe un eroe. Però ci
sono io qui, e quindi tocca a me, dannazione!!
Svolto a destra ad un incrocio, immerso nei miei pensieri malinconici, e
solo dopo un po' mi accorgo di essermi allontanato. Sto per voltarmi per
ritornare indietro quando il mio apparato visivo registra qualcosa . .
Wanna Marchi tutta nuda che mi corre incontro . . . deheheheh . . . "siori
e siore, zientomila!!!"
No, un castello medievale, in mezzo a tutto quell'ambaradan di stile
Romanico. Devo sinceramente confessarvi che di castelli ne ho ben piene le
palle, però le guglie di questo sono illuminate come se dentro fossero
accese delle torce. Si sentono anche dei brusii, dei fruscii come se ci
fosse in giro una radio accesa e sintonizzata male.
La curiosità ha ucciso il gatto, dice un proverbio di Casalpusterlengo, ma
io sono curioso, anzichenò, perché dovrei aver paura di qualcosa?? Forse
per il dolore causatomi da un 'altra resurrezione??
Azz, già, questo è un buon motivo, ma certo non mi spinge a ritornare sui
miei passi, anzi i piedi si parano in automatico uno davanti all'altro
come per inerzia e mi ritrovo ormai ad approssimarmi al castello. Il
brusio che sentivo prima però è scomparso, ma ha lasciato posto ad un
remoto crepitio, proprio come il fruscio di qualcosa che arde.
Forse non è saggio lasciare il popolo ed entrare in questo edificio,
proprio no, ma c'è qualcosa che mi attrae come una calamita, come un'apuzza
sul polline. Mhh, potrei tornare indietro e chiedere a qualche soldato di
accompagnarmi, ma, se esiste un pericolo, perché rischiare la preziosa
vita dei guerrieri, quando io sono praticamente immortale??
Ok, salgo i primi gradini che conducono al portone in bronzo del castello,
che, guarda caso, è socchiuso. Scorgo ombre che danzano sullo scorcio di
pavimento che vedo dai gradini, ma è solo il ballo sinuoso di una fiamma
che sposta le ombre di oggetti presenti in quella stanza.
Ok, prima di entrare do una sbirciatina. Vedo un'ampia sala con
pavimentazione piastrellata in toni di grigio e bianco, due armature
sull'attenti con tanto di alabarde e scudi fanno la guardia ad un'estesa
scalinata che porta al piano superiore. Quello che c'è ai lati di quel che
vedo mi viene negato dai contorni del portone.
Vabbeh, entro, chissenefrega. Le torce che creavano giochi di luce ed
ombre sono posizionate proprio all'ingresso, mentre altre sono dentro dei
suffissi in bronzo a circa 2 metri di distanza l'una dall'altra. Ci sono
però delle zone di penombra inquietanti. Ai lati dell'ingresso due lunghi
corridoi che portano ad altre porte in bronzo con bassorilievi che
rappresentano scene di guerra. Ai lati della scalinata invece solo
pavimento, ma sulle pareti sono appesi dei quadri che raffigurano volti
aristocratici e un poco sinistri.
Chissà chi erano 'sti sciammannati. Il mio occhio però non manca mai di
curare le armature. Ho avuto delle esperienze non molto simpatiche con
cose che sembravano inanimate invece non lo erano. Muovo un passo,
sicurissimo che le skifezze ferrose si animeranno. Quando la suola tocca
terra crea un tonfo inaspettato che echeggia per tutta la stanza e persino
per la mia piccola scatola cranica. Ma le armature rimango immobili e
sornione, 'ccidenti a loro. Allora azzardo un altro rimbombatissimo passo
e le armature niente, immobili. Comunque se qualcuno mi aspettava, ora sa
che sono arrivato.
Adesso dove mi dirigo?? La calamita mi dice verso la scalinata, la poca
intelligenza che mi rimane mi consiglia una delle 2 porte laterali, mentre
il buon senso mi urla di girare i tacchi e darmela a gambe levate.
Seguo la calamita (o calamità, come vi pare), non ho mai saputo resistere
alle tentazioni. M'incammino verso la scalinata e ogni passo sembra una
maglio di una ditta di demolizioni. Stranamente però il passo diventa più
felpato sui gradini di marmo bianco. Salgo uno dopo l'altro gli ostacoli,
che sono più di cento, ma ovviamente, non sento fatica per cui, quando
arrivo su, sono arzillo come un merluzzo.
Il piano superiore è un po' una presa per il kulo, nel senso che davanti a
me c'è una porta mentre il resto del piano è una specie di balconata sui
due lati che girano sul perimetro della stanza inferiore. I mie passi ora
sono smorzati da tappeti con preziosi arabeschi.
Il magnetismo mi spinge ad aprire la bella porta che ho davanti al muso.
Ok, vado, apro e quel che sarà, sarà, beata gioventù.
Quello che mi si para davanti agli occhi è un po' sconcertante, anzichenò.
Una stanza quadrata senza porte, se non quella da cui sono entrato, e
senza finestre, illuminata da un lampada alogena a stelo. Le pareti sono
nude, color caramello, ma proprio nel centro giace un tavolo di noce,
credo.
Ciò che è più sorprendete è cosa è posato sopra il tavolo in questione: un
Pc con tanto di video 21 pollici, casse megagalattiche, mouse spaziale con
tappetino enorme e tastiera ergonomica.
Niente sedia, ma sembra proprio il pc di un Quaker. Naturalmente è spento,
ma il filo che cade dal tavolo mi dice che nell'edificio forse esiste
qualcosa che assomiglia ad una fonte energetica che non sia il fuoco. Il
filo però entra in un buco nel muro e sparisce chissà dove.
Mi avvicino per capire se si può accendere 'sto benedetto affare, ma non
appena mi approssimo alla scrivania sento un rumore alle mie spalle e la
porta si spalanca con fragore . . . .
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