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Tutto il
popolo della resistenza è in viaggio, si muovono esattamente come le tribù
del vecchio testamento, con carretti, carriole e muli. L’apparenza però
inganna, sembra un popolo di straccioni, ma in realtà, se si osservano
bene bene, sotto quegli stracci logori si possono notare dei rigonfiamenti
che la cui forma somiglia molto a quella di un rail.
C’è un avanguardia e una retroguardia, e, mischiati tra le donne, i vecchi
e i bambini, altri guerrieri che sorvegliano i lati della carovana.
Attraversiamo un bosco in cui regna un’eterna penombra, e tutte le macchie
scure ai lati del sentiero sembrano nemici in agguato, nel luogo regna un
silenzio innaturale, quasi palpabile. Mi innervosisce parecchio, sembra
quasi che qualcosa o qualcuno sia lì ad attenderci, leggo negli occhi dei
guerrieri vicino a me e al vecchio lo stesso timore. Non un cinguettio, un
fruscio o il rumore furtivo di qualche animale, solo silenzio e penombra.
Tutta la carovana rallenta e si guarda intorno impaurita.
“Qui è sempre così, non ti preoccupare”, dice il vecchio.
“C’è una aria da film horror qui e tutti sembrano impauriti.”
“E’ normale, siamo in prossimità di un’entrata al mondo sotterraneo, c’è
sempre quest’atmosfera e, nonostante ci siano entrati milioni di volte, fa
sempre questo effetto.”
“Ok, tutto questo mi ha tranquillizzato una cifra, azz . . .”
In effetti dopo alcune svolte poco comprensibili giungiamo davanti
all’entrata di una caverna che sembra una bocca urlante. I guerrieri
dell’avanguardia si sono appostati ai lati dell’ingresso e attendono
l’arrivo del vecchio. La bocca nera della caverna sembra risucchiare quel
poco di luce che c’è all’esterno, congelata in un grido muto di
sofferenza.
Quando io e il vecchio giungiamo davanti all’entrata, l’avanguardia scatta
in avanti per sondare il terreno. All’interno il buio è quasi totale, il
vecchio accende il suo bastone con un ordine sussurrato, mentre la maggior
parte dei guerrieri da fuoco ad una torcia.
La caverna sembra molto alta, le pareti illuminate dalle torce si perdono
nel buio che ci sovrasta, ma si innalzano per quasi tre metri sopra la mia
testa. Davanti a noi solo un cupo corridoio che si estende anch’esso
all’infinito nelle tenebre.
“Non preoccuparti”, mi sussurra il vecchio. “Non sarà sempre così, queste
caverne portano ad un mondo sotterraneo di cui mai avremmo potuto
sospettare, nemmeno Karmash sa della loro esistenza. Vedrai edifici
sotterranei di divina fattura, creati da un popolo estinto da millenni. Ci
saremmo stabiliti sicuramente in questi luoghi, se non fossero infestati
da diaboliche creature."
Mii, ogni volta che questo parla sembra veramente di ascoltare un profeta,
ma io non posso fare a meno di toccarmi sotto.
L’avanguardia comincia ad addentrarsi nei meandri del mondo sotterraneo,
sulle pareti umide danzano ombre sinistre, che assumono forme di strane
creature (e daje).
La carovana avanza protetta ai lati dai guerrieri armati di rail e torce.
Dopo un lasso di tempo indefinibile, la caverna sembra rimpicciolirsi, si
stringe intorno a noi, avviluppandoci ancor più di tenebre. In fondo ad
essa però ora scorgo una luce, metallica, innaturale.
Dopo un centinaio di metri sfociamo in una stanza squadrata, con pavimenti
in ceramica lavorata e pareti di marmo bianco. Il taglio tra la roccia
grezza e la parete lavorata e netto, la stanza è praticamente scavata
nelle stessa caverna da cui siamo giunti. Davanti a noi un portale di
bronzo con bassorilievi di demoni alati e mostri biblici. Il tutto è
illuminato da strane semisfere attaccate alle pareti a distanza regolare
che irradiano una strana fluorescenza azzurrina.
Gli uomini dell’avanguardia sono naturalmente appostati davanti al portale
di bronzo e, come di norma, attendono l’arrivo del vecchio. Il vetusto
amico fa i suoi soliti gestacci per aria e pronuncia parole
incomprensibili alla maggior parte degli abitanti dell’universo. Però il
suo turpiloquio è efficace, l’immenso portale di bronzo sussulta,
scricchiola e poi, con un rumore degno dei cancelli dell’inferno, comincia
ad aprirsi. I guerrieri avanzano pian piano dentro un’altra stanza
illuminata dalla stessa fluorescenza che domina l’entrata.
Non appena i primi due mettono piede sul pavimento della stanza
successiva, la loro testa viene tagliata di netto da qualcosa di talmente
veloce che non riesco nemmeno a scorgerlo. Le teste mozzate volano davanti
a noi con skizzi caleidoscopici di sangue. Il viso dei guerrieri mutilati
non ha cambiato espressione, è rimasta quella sospettosa che avevano
quando sono entrati nella stanza, praticamente non si sono accorti di
nulla.
Il popolo dietro di noi ulula di orrore, ma basta un gesto del vecchio per
zittirli. I guerrieri dell’avanguardia indietreggiano impauriti
dall’imprevisto e alcuni, anzi, molti, osservano me. Beh, ho capito che
devo intervenire io.
“Perché non vai avanti tu che sei praticamente immortale?” staranno
pensando.
Ok, va bene, mi tocca. Lascio dietro di me il vecchio e corro verso il
portale. Alcuni guerrieri mi seguono, rimanendo però qualche passo dietro
di me. Cautamente mi avvicino al portale. I due guerrieri decapitati sono
a terra e stanno innaffiando di sangue il pavimento di preziosa ceramica.
Della stanza successiva vedo solo due colonnati e una statua enorme sul
fondo, il resto è solo pavimento.
Mi butto dentro velocemente, rotolando su un fianco e qualcosa mi sfiora
non appena sopra la spalla sinistra. Quando mi alzo girandomi su me stesso
vedo due creature che assomigliano più ad una quercia secolare che a
qualcosa di antropomorfo.
Praticamente sono composti da un tronco d’albero con tanto di corteccia e
radici, ma hanno due rami nodosi, direi quasi muscolosi, che finiscono con
della lame enormi e affilate, attualmente lorde di sangue. Emettono un
sibilo nel vedermi, e quel verso non promette nulla di buono.
Il vantaggio è che sono enormi, quindi un bersaglio più che facile. Miro
la prima col rail, ma questa invece si muove con una velocità inaspettata
e schiva il colpo. Tutt’e due le creature vegetali mi si scagliano contro.
Sparo un colpo di rail a caso nella confusione alberifera che vedo
avvicinarsi e stacco di netto un braccio/ramo ad una delle due creatura,
che emette un sibilo violento da trapanare il cervello.
La mia azione d’attacco a dir poco sconsiderata ha fatto distogliere
l’attenzione delle due bestie dai guerrieri dell’avanguardia, che, grazie
a dio, intervengono e con due o tre colpi ben assestati di rail, riescono
a finire le creature plantiformi. Dalla corteccia divelta dai colpi di
rail fuoriesce un liquido verdastro che va a confondersi con quello
carminio rilasciato dai guerrieri mozzati.
I guerrieri si congratulano con me per la mia azione eroica, ma io credo
di essermela fatta nella mimetica.
Il popolo della resistenza finalmente può avanzare senza pericolo, la
stanza ora sembra sicura.
"Benvenuto nell’imprevedibile mondo sotterraneo", commenta il vecchio.
"Ma vaff . . ."
"Come?"
"Ehm, evviva!!"
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