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Sangue sul Quad - 12° Capitolo
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Proseguo per la radura che vedo non lontano dal fiume. Un sentiero serpeggia verso quel punto e non faccio altro che seguirlo. Ho il Granade Launcher e il Rail. Decido di mantere quest'ultimo, soprattutto per la distanza a cui può colpire.
Non sono mai stato un grande railatore, penso che i Quakers si dividano in due fasce di armi: i rockers e i railers (elementare Watson!!). Io sono più per il Rocket Launcher, e forse è anche vero che nell'altra categoria ci sono i quakers migliori.

Comunque questo rail è veramente fiko: tutto nero e oro con quella kappa infuocata come stemma. I soldati che mi hanno affrontato erano ben addestrati e usavano il rail quasi come se fossero in simbiosi con esso. Devo preoccuparmi? Bah, finché posso risorgere così a piacimento penso di essere invincibile, ma quanto durerà? E' un valore di default di questo universo o ho un bonus ad esaurimento?

Penso che venderò cara la pelle comunque, non voglio mica fare la figura dell'incapace. Il fatto che ci siano soldati armati denota anche che questa dimensione c'è una sostanziale forma di governo e/o dominio. Ora devo capire perché sono venuti a cercarmi, perché era evidente che cercassero me. Vuol dire che c'è qualcuno che sa della mia apparizione in questa dimensione e che, evidentemente, tutto questo non gli vada a genio. Ok, basta seghe mentali, è ora di agire.

Il sentiero si allontana dal fiume e pian piano comincia ad addentrarsi in un bosco di querce, le cui grandi foglie creano larghe chiazze d'ombra sul terreno. Chissà che sorprese devo aspettarmi ora. Mi assale ancora per un nanosecondo quella disperazione che mi aveva sfiorato con le sue ali giù al fiume, ma la scaccio e proseguo.

Una volta penetrato nel sottobosco la penombra diventa sovrana, sento strani sibili e movimenti tutt'attorno, ma nulla mi sbarra la strada, finché giungo alla fine del bosco senza aver incontrato anima viva. Mi aspettavo d'incontrare qualche altra bestia, tipo le formicozze dell'altro bosco e invece niente, nemmeno un grillo parlante, il gatto e la volpe o Barbablu. Di contro la fine di questo è identica a quella dell'altro: un lungo prato a perdita d'occhio e nel centro di esso un castello del tutto simile a quello che ho incontrato all'inizio. Solo che sui bastioni di questo sventolano bandiere nero-oro con kappa infuocata, che mi fa sospettare che non sia un buon auspicio. Sulle passatoie e sille torri gironzolano degli omini armati che sicuramente fanno parte di quell'esercito che mi ha attaccato al fiume. Il ponte levatoio è sollevato e si nota chiaramente che tutti i soldatini che girano felicemente sulle mura sono in stato di all'erta. Probabilmente quelli sopravvissuti alla mia furia si sono teletrasportati qui e hanno avvertito tutti della minaccia che incombe (uhahahaha, è sono io vé!!).

Non appena metto un piede oltre il limite bosco/prateria suonano delle trombe all'interno del castello, le sento chiaramente anche dalla distanza a cui mi trovo. Tolgo il piede e poi lo rimetto: prapra praaaaaa ! ! !. Di nuovo 'ste trombe. Lo rifaccio e ancora quel suono. Lo faccio cinque o sei volte come un grottesco passo di danza e le trombe ogni volta suonano e si interrompono a metà quando tolgo prematuramente la suola (ah, che buffo!!).

Lo trovo meno divertente quando un colpo di rail mi sfiora la gambetta e mi porta l'health a 72. Vaffankulen. Il ponte levatoio si abbassa più velocemente di quanto avvessi potuto immaginare e naturalmente dalla sua bocca sdentata appare una guarnigione di soldatini gioiosi. Due railate partono verso di me, ma mi mancano. Spunto da dietro un albero e sparo nel mucchio. Ne secco due che si disgregano in pezzi irregolari. Subito la guarnigione si sparpaglia convergendo verso il punto dove mi sono nascosto. Penso sia meglio rimanere nel bosco dove sono un bersaglio più difficile. Corro schivando alberi e arbusti, sento due rail che sparano, ma i loro raggi mi passano sopra la testa. Schivo il tronco di una quercia e mi trovo davanti un soldato. D'istinto non sparo ma gli mollo un cartonazzo di quelli sani. Sento un fragante ciocco che indica che gli ho spatasciato il naso e il contraccolpo lo sbalza contro il tronco di un albero. Mentre scivola in basso vedo che sta per sparare e allora lo railo imprimendolo per bene alla corteccia dell'albero.

Mi guardo alle spalle e vedo una decina di soldati in ordine sparso che s'avvicinano. Altri raggi blu mi sfiorano senza colpirmi, corro tra gli alberi ma davanti a me vedo alri cinque soldati. Sparo e sfioro la testa ad uno, quello mira, ma io mi nascondo dietro un tronco. Il raggio scalfisce la corteccia. All’improvviso dalla foresta appare un altro drappello, ma questi non hanno la skin dell’esercito del castello, ognuno ha la sua skin diversa e imbracciano le armi più disparate mai concepite nei vari mod di Quake, uno imbraccia persino un air-gun di Chaos.

Il drappello attacca i soldati, uh ? Cominciano a piovere minelle, rocket, raggi di rail di altri colori, e alcuni soldati volano via colpiti dall’air gun. Ehi, finalmente qualcuno intenzionato ad aiutarmi. Buona parte dei soldati che mi inseguivano ora fanno dietro front per attaccare questi nemici ben più numerosi. Io, da vero bastardo, railo alcuni di quelli che mi hanno voltato le spalle. La battaglia si fa dura, vedo molti soldati ridotti a brandelli, ma anche quelli dell’altra fazione cominciano a spappolarsi. Corro dalla loro parte, senza esimermi dallo sparare ogni tanto qualche railata. Altri soldati si riversano dal castello sulla scena della battaglia come pus da una ferita infetta. Gli uomini che contrastano l’esercito non sono molti e ben presto avranno la peggio.

Mi unisco a loro, mi osservano per pochi secondi e subito capiscono che sono uno di loro, anche se ho un rail uguale a quello dei loro nemici. Saranno ormai poco più che una decina e i soldati li superano di due terzi, ma non si arrendono, continuano a lottare anche se vedeno cadere i loro compagni. Cominciò a sparare railate come un pazzo, riesco persino a segarne due con un colpo solo, è incredibile, ma i miei compagni sembrano rinvigoriti dalla mia presenza. Fragghiamo soldati a mazzi e quelli cominciano ad arretrare, sorpresi e impauriti da tanta spavalda irruenza. Alcuni cominciano a ritirarsi dentro il castello e il ponte levatoio comincia ad alzarsi, quelli rimasti vengono spazzati via dalle armi del mio gruppo. Il ponte levatoio si chiude e dalle torri appaiono di nuovo alcuni soldati che ci sparano contro colpi di rail.

"Vieni, è ora di ritirarsi", mi dice uno vestito come un rapper con un rocket blu.

Corriamo dentro la boscaglia fitta, ma i soldati non ci inseguono. Giungiamo ad un teletrasporto che sembra apparso dal nulla e che ha brucciacchiato un po’ di sottobosco attorno a se. In fila saltiamo dentro al teletrasporto, uno ogni 5 secondi per non telefraggare quelli all’arrivo. Salto dentro per ultimo e mi ritrovo in una immensa caverna illuminata a giorno da centinaia di torce, attorno a me i miei compagni di battaglia.

"Chi sei ?" mi domanda uno vestito da giocatore di Hockey su ghiaccio senza mazza ma con un rail azzurro.

"Non lo so", rispondo ed è la verità.

"Sei -Il Reaper- ?" mi chiede quello con il rocket blu

"Non lo so", ed è ancora la verità.

"Lo sapremo subito", dice una voce baritonale e imperiosa. Quel che rimane del drappello si apre a ventaglio e appare un vecchio vestito come Mosè con tanto di bastone, solo che l’aggeggio sta pulsando. Il vecchio me lo punta contro.

"Ehi, ma cos. . ."

Un raggio rosso accecante si sprigiona dal bastone e mi colpisce in pieno volto. Niente dolore. Per un po’ vedo tutto rosso, poi tutto nero, finché non capisco di essere defunto.
 

 

DadaX Productions 2001