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Proseguo per
la radura che vedo non lontano dal fiume. Un sentiero serpeggia verso quel
punto e non faccio altro che seguirlo. Ho il Granade Launcher e il Rail.
Decido di mantere quest'ultimo, soprattutto per la distanza a cui può
colpire.
Non sono mai stato un grande railatore, penso che i Quakers si dividano in
due fasce di armi: i rockers e i railers (elementare Watson!!). Io sono
più per il Rocket Launcher, e forse è anche vero che nell'altra categoria
ci sono i quakers migliori.
Comunque questo rail è veramente fiko: tutto nero e oro con quella kappa
infuocata come stemma. I soldati che mi hanno affrontato erano ben
addestrati e usavano il rail quasi come se fossero in simbiosi con esso.
Devo preoccuparmi? Bah, finché posso risorgere così a piacimento penso di
essere invincibile, ma quanto durerà? E' un valore di default di questo
universo o ho un bonus ad esaurimento?
Penso che venderò cara la pelle comunque, non voglio mica fare la figura
dell'incapace. Il fatto che ci siano soldati armati denota anche che
questa dimensione c'è una sostanziale forma di governo e/o dominio. Ora
devo capire perché sono venuti a cercarmi, perché era evidente che
cercassero me. Vuol dire che c'è qualcuno che sa della mia apparizione in
questa dimensione e che, evidentemente, tutto questo non gli vada a genio.
Ok, basta seghe mentali, è ora di agire.
Il sentiero si allontana dal fiume e pian piano comincia ad addentrarsi in
un bosco di querce, le cui grandi foglie creano larghe chiazze d'ombra sul
terreno. Chissà che sorprese devo aspettarmi ora. Mi assale ancora per un
nanosecondo quella disperazione che mi aveva sfiorato con le sue ali giù
al fiume, ma la scaccio e proseguo.
Una volta penetrato nel sottobosco la penombra diventa sovrana, sento
strani sibili e movimenti tutt'attorno, ma nulla mi sbarra la strada,
finché giungo alla fine del bosco senza aver incontrato anima viva. Mi
aspettavo d'incontrare qualche altra bestia, tipo le formicozze dell'altro
bosco e invece niente, nemmeno un grillo parlante, il gatto e la volpe o
Barbablu. Di contro la fine di questo è identica a quella dell'altro: un
lungo prato a perdita d'occhio e nel centro di esso un castello del tutto
simile a quello che ho incontrato all'inizio. Solo che sui bastioni di
questo sventolano bandiere nero-oro con kappa infuocata, che mi fa
sospettare che non sia un buon auspicio. Sulle passatoie e sille torri
gironzolano degli omini armati che sicuramente fanno parte di quell'esercito
che mi ha attaccato al fiume. Il ponte levatoio è sollevato e si nota
chiaramente che tutti i soldatini che girano felicemente sulle mura sono
in stato di all'erta. Probabilmente quelli sopravvissuti alla mia furia si
sono teletrasportati qui e hanno avvertito tutti della minaccia che
incombe (uhahahaha, è sono io vé!!).
Non appena metto un piede oltre il limite bosco/prateria suonano delle
trombe all'interno del castello, le sento chiaramente anche dalla distanza
a cui mi trovo. Tolgo il piede e poi lo rimetto: prapra praaaaaa ! ! !. Di
nuovo 'ste trombe. Lo rifaccio e ancora quel suono. Lo faccio cinque o sei
volte come un grottesco passo di danza e le trombe ogni volta suonano e si
interrompono a metà quando tolgo prematuramente la suola (ah, che
buffo!!).
Lo trovo meno divertente quando un colpo di rail mi sfiora la gambetta e
mi porta l'health a 72. Vaffankulen. Il ponte levatoio si abbassa più
velocemente di quanto avvessi potuto immaginare e naturalmente dalla sua
bocca sdentata appare una guarnigione di soldatini gioiosi. Due railate
partono verso di me, ma mi mancano. Spunto da dietro un albero e sparo nel
mucchio. Ne secco due che si disgregano in pezzi irregolari. Subito la
guarnigione si sparpaglia convergendo verso il punto dove mi sono
nascosto. Penso sia meglio rimanere nel bosco dove sono un bersaglio più
difficile. Corro schivando alberi e arbusti, sento due rail che sparano,
ma i loro raggi mi passano sopra la testa. Schivo il tronco di una quercia
e mi trovo davanti un soldato. D'istinto non sparo ma gli mollo un
cartonazzo di quelli sani. Sento un fragante ciocco che indica che gli ho
spatasciato il naso e il contraccolpo lo sbalza contro il tronco di un
albero. Mentre scivola in basso vedo che sta per sparare e allora lo railo
imprimendolo per bene alla corteccia dell'albero.
Mi guardo alle spalle e vedo una decina di soldati in ordine sparso che
s'avvicinano. Altri raggi blu mi sfiorano senza colpirmi, corro tra gli
alberi ma davanti a me vedo alri cinque soldati. Sparo e sfioro la testa
ad uno, quello mira, ma io mi nascondo dietro un tronco. Il raggio
scalfisce la corteccia. All’improvviso dalla foresta appare un altro
drappello, ma questi non hanno la skin dell’esercito del castello, ognuno
ha la sua skin diversa e imbracciano le armi più disparate mai concepite
nei vari mod di Quake, uno imbraccia persino un air-gun di Chaos.
Il drappello attacca i soldati, uh ? Cominciano a piovere minelle, rocket,
raggi di rail di altri colori, e alcuni soldati volano via colpiti
dall’air gun. Ehi, finalmente qualcuno intenzionato ad aiutarmi. Buona
parte dei soldati che mi inseguivano ora fanno dietro front per attaccare
questi nemici ben più numerosi. Io, da vero bastardo, railo alcuni di
quelli che mi hanno voltato le spalle. La battaglia si fa dura, vedo molti
soldati ridotti a brandelli, ma anche quelli dell’altra fazione cominciano
a spappolarsi. Corro dalla loro parte, senza esimermi dallo sparare ogni
tanto qualche railata. Altri soldati si riversano dal castello sulla scena
della battaglia come pus da una ferita infetta. Gli uomini che contrastano
l’esercito non sono molti e ben presto avranno la peggio.
Mi unisco a loro, mi osservano per pochi secondi e subito capiscono che
sono uno di loro, anche se ho un rail uguale a quello dei loro nemici.
Saranno ormai poco più che una decina e i soldati li superano di due
terzi, ma non si arrendono, continuano a lottare anche se vedeno cadere i
loro compagni. Cominciò a sparare railate come un pazzo, riesco persino a
segarne due con un colpo solo, è incredibile, ma i miei compagni sembrano
rinvigoriti dalla mia presenza. Fragghiamo soldati a mazzi e quelli
cominciano ad arretrare, sorpresi e impauriti da tanta spavalda irruenza.
Alcuni cominciano a ritirarsi dentro il castello e il ponte levatoio
comincia ad alzarsi, quelli rimasti vengono spazzati via dalle armi del
mio gruppo. Il ponte levatoio si chiude e dalle torri appaiono di nuovo
alcuni soldati che ci sparano contro colpi di rail.
"Vieni, è ora di ritirarsi", mi dice uno vestito come un rapper con un
rocket blu.
Corriamo dentro la boscaglia fitta, ma i soldati non ci inseguono.
Giungiamo ad un teletrasporto che sembra apparso dal nulla e che ha
brucciacchiato un po’ di sottobosco attorno a se. In fila saltiamo dentro
al teletrasporto, uno ogni 5 secondi per non telefraggare quelli
all’arrivo. Salto dentro per ultimo e mi ritrovo in una immensa caverna
illuminata a giorno da centinaia di torce, attorno a me i miei compagni di
battaglia.
"Chi sei ?" mi domanda uno vestito da giocatore di Hockey su ghiaccio
senza mazza ma con un rail azzurro.
"Non lo so", rispondo ed è la verità.
"Sei -Il Reaper- ?" mi chiede quello con il rocket blu
"Non lo so", ed è ancora la verità.
"Lo sapremo subito", dice una voce baritonale e imperiosa. Quel che rimane
del drappello si apre a ventaglio e appare un vecchio vestito come Mosè
con tanto di bastone, solo che l’aggeggio sta pulsando. Il vecchio me lo
punta contro.
"Ehi, ma cos. . ."
Un raggio rosso accecante si sprigiona dal bastone e mi colpisce in pieno
volto. Niente dolore. Per un po’ vedo tutto rosso, poi tutto nero, finché
non capisco di essere defunto.
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