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Sangue sul Quad - 7° Capitolo
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Salgo le scale ed arrivo nel salone. Sono riapparse le cartucce e quindi le prendo di nuovo. Saltellando gioiosamente mi avvicino alla porta e scopro che le chiavi che ho non servono a niente : la porta rimane insorabilmente chiusa.

Impreco, l’unica è tentare dove c’è la trappola perché dall’altra parte c’è un bel fuocherello. Mi avvicino alla porta della trappola. Tenendomi attacato allo stipite metto un piede là dove penso si apra la botola, e track, come per incanto si spalanca. Sotto fanno bella mostra gli spuntoni con la loro "acutezza ".

Mmmh, forse lo scrittoio può servirmi un’altra volta. Lo prendo e lo trascino fino alla botola. Poi, con non poco sforzo, lo ribalto, lo sollevo e lo appoggio alla botola a mo’ di ponte. Perfetto, sembra fatto apposta, sono proprio un pelatone intelligente.

Ora viene il bello, già prima stava cedendo, chissà ora ! ! Muovo cautamente il primo passo e sento che scricchiola pericolosamente. Le opzioni sono due : o avanzare lentamente, o salto velocemente dall’altra parte. Decido di saltare e, non appena lo faccio, lo scrittoio si spezza a metà.

Grazie a Dio (o chi per esso), sono riuscito a darmi lo slancio e ricado incolume dall’altra parte. Oh, che bello, da questo punto riesco persino a vedere uno dei miei corpi infilzato. Non è certo uno spettacolo piacevole.

Davanti a me un corridoio, lo percorro e dopo due o tre curve mi ritrovo davanti ad una piattaforma. Ci salgo, mi porta in alto e appaio al centro di una stanza esagonale. Bene, ora ho sei porte da aprire. L’ascensore ricomincia a scendere ed io salto giù. Questa stanza me ne ricorda una molto simile di un livello di Doom2. Beh, potrei fare la conta per scegliere quale affrontare per prima.

- A-bi-bo chi sta sotto non lo so, ma al più presto lo saprò, a-bi-bo ! ! -

Mmhh, quella direttamente alla mia destra. La apro. E’ una stanza lunga e stretta con in fondo il rocket che gira a mezz’aria. Corro a prenderlo insieme alle due ricariche che gli stanno a fianco. Non appena lo faccio, dal terreno sorgono quattro scheletri con tanto di scudo e spadone. Sparo una minella per terra e due volano via in una confusione di tibie e peroni. Altro confetto e gli altri due suini scompaiono in una nuvola di scapole e scatole craniche. Erano un po’ come gli skeleton di Diablo, mah, che confusion.

Torno indietro e affronto la porta di fianco. La stanza è uguale alla prima, solo che in fondo gira l’hyperblaster. Se lo piglio cosa appare ? Beh, decido di rischiare. Appaiono due minotauri uguali a quelli di Doom. "Ci" sparo due rocket : snariciano e sbuffano, ma non muoiono. Due saltelli, ua ua, per aggirarli e altri due confetti. Emettono un grugnito e si accasciano al suolo sfaldandosi in una nuvola verde che puzza tremendamente di butano.

Scappo via perché mi viene da vomitare. Esco fuori e respiro a pieni polmoni. L’aria della stanza esagonale, pur essendo viziata, è sempre meglio della schifezza che si era creata li dentro. Dopo che mi sono ripreso dalla nausea prodotta dagli amici cornuti, vado alla terza porta. Uguale anche questa alle altre, solo che qui c’è uno zaino e il combat-armor. Piglio tutto e non appare nessun affare che mi vuole cazziare. Sono quasi deluso. Esco e vado alla quarta porta.

Ora ho un bel armor 120 e sono discretamente fornito di rocket : 16. Apro la quarta porta e, non appena varco la soglia, si richiude alle mie spalle. Tento di riaprirla, ma è inutile. Da delle cellette a fianco dei muri escono una decina di quelle palle rosse volanti munite di dentiere aguzze e occhi che tanto assomigliano a quelle di Doom (ma va ! !). Cominciano a spararmi dalla bocca. Sono tante, sparo due minelle alla prima che mi si para davanti e quella si spatascia a terra. Alcune palle sboccate dalle bestie mi colpiscono. Uh, bruciano. Sei rocket ben assestati e altre due palle precipitano con un tonfo liquido.

Ne sono rimaste sette e io ho solo sei confetti, poi qui lo spazio non è molto per scappare. Ne spreco due per un’altra bestia, le altre mi colpiscono un paio di volte. L’health è a 96, l’armor a 102. Altre due minelle, ma sbaglio un colpo, azz, e le sei bestie rimanenti mi svolazzano intorno incazzatissime. Mi rimangono 2 rocket. Li sparo e, eureka, abbatto due arnesi rossi. Ok, ma ne rimangono quattro ! !

Passo all’hyperblaster, ho solo 100 cells. Saltello di qua e di là cercando di mirare una bestia volante. MI colpiscono ancora le bastarde palle di merda. Spreco tutte le celle e riesco ad abbaterne solo una. Ora sono tre, l’health è a 83 e l’armor è sceso a 52, urk ! ! Ma cosa vedono i miei occhi : in fondo alla sala il superhealth e due serie di cariche di rocket. Corro là coprendo la fuga con qualche fucilata di super-shotgun. Raccolgo tutto, passo subito al rocket e abbatto le tre schifezze rimaste con sei colpi ben calibrati.

L’health è salito a 183 e l’armor, sigh, è rimasto a 52. Naturalmente l’health comincia a scendermi lentamente un punto alla volta. Quando si è spatasciata anche l’ultima bestia si è riaperta la porta. Esco ed entro nella quinta stanza. Minkia, è un cesso, una turca puzzolente con tanto di escremento affusolato nel centro. L’odore assomiglia molto a quello dei minotazauri. Ma pensa.

Esco e vado alla sesta stanza. E’ vuota, ad eccezione di una statua di un demone alato alta circa tre metri. Aspetto che si animi e mi attacchi, ma non succede. Avanzo, arrivo quasi a metà stanza e non succede una mazza. Non succede niente nemmeno quando arrivo lì. La statua raffigura come detto un demone, solo che ha il corpo di un bronzo di Riace, a cui però manca proprio l’attrezzo lì, il coso, insomma : il kazzo. La statua è d’oro a quanto pare e io nel mio inventario non ho mica un cilindro d’oro di 30 cm ?

Lo prendo e glielo applico. Gli sta a pennello : un demone nudo e cornuto con un pene d’oro in erezione. Non appena finisco di avvitarglielo scatta una botola dietro le sue chiappe demoniache. La statua stranamente sembra aver cambiato espressione, ora sembra più soddisfatta. Mah, sarà una mia impressione

Passo per la botola e sapete dove mi ritrovo ? Esco dal muro, da una porta segreta e mi ritrovo nel salone centrale, quello delle torce. La porta che era chiusa ora è aperta. Saltello felice in quella direzione e mi avvicino alla soglia. Scorgo una lunga scalinata che scende verso il basso e si perde nel buio.

Beh, non mi resta che scendere.
 

 

DadaX Productions 2001