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Salgo le
scale ed arrivo nel salone. Sono riapparse le cartucce e quindi le prendo
di nuovo. Saltellando gioiosamente mi avvicino alla porta e scopro che le
chiavi che ho non servono a niente : la porta rimane insorabilmente
chiusa.
Impreco, l’unica è tentare dove c’è la trappola perché dall’altra parte
c’è un bel fuocherello. Mi avvicino alla porta della trappola. Tenendomi
attacato allo stipite metto un piede là dove penso si apra la botola, e
track, come per incanto si spalanca. Sotto fanno bella mostra gli spuntoni
con la loro "acutezza ".
Mmmh, forse lo scrittoio può servirmi un’altra volta. Lo prendo e lo
trascino fino alla botola. Poi, con non poco sforzo, lo ribalto, lo
sollevo e lo appoggio alla botola a mo’ di ponte. Perfetto, sembra fatto
apposta, sono proprio un pelatone intelligente.
Ora viene il bello, già prima stava cedendo, chissà ora ! ! Muovo
cautamente il primo passo e sento che scricchiola pericolosamente. Le
opzioni sono due : o avanzare lentamente, o salto velocemente dall’altra
parte. Decido di saltare e, non appena lo faccio, lo scrittoio si spezza a
metà.
Grazie a Dio (o chi per esso), sono riuscito a darmi lo slancio e ricado
incolume dall’altra parte. Oh, che bello, da questo punto riesco persino a
vedere uno dei miei corpi infilzato. Non è certo uno spettacolo piacevole.
Davanti a me un corridoio, lo percorro e dopo due o tre curve mi ritrovo
davanti ad una piattaforma. Ci salgo, mi porta in alto e appaio al centro
di una stanza esagonale. Bene, ora ho sei porte da aprire. L’ascensore
ricomincia a scendere ed io salto giù. Questa stanza me ne ricorda una
molto simile di un livello di Doom2. Beh, potrei fare la conta per
scegliere quale affrontare per prima.
- A-bi-bo chi sta sotto non lo so, ma al più presto lo saprò, a-bi-bo ! !
-
Mmhh, quella direttamente alla mia destra. La apro. E’ una stanza lunga e
stretta con in fondo il rocket che gira a mezz’aria. Corro a prenderlo
insieme alle due ricariche che gli stanno a fianco. Non appena lo faccio,
dal terreno sorgono quattro scheletri con tanto di scudo e spadone. Sparo
una minella per terra e due volano via in una confusione di tibie e
peroni. Altro confetto e gli altri due suini scompaiono in una nuvola di
scapole e scatole craniche. Erano un po’ come gli skeleton di Diablo, mah,
che confusion.
Torno indietro e affronto la porta di fianco. La stanza è uguale alla
prima, solo che in fondo gira l’hyperblaster. Se lo piglio cosa appare ?
Beh, decido di rischiare. Appaiono due minotauri uguali a quelli di Doom.
"Ci" sparo due rocket : snariciano e sbuffano, ma non muoiono. Due
saltelli, ua ua, per aggirarli e altri due confetti. Emettono un grugnito
e si accasciano al suolo sfaldandosi in una nuvola verde che puzza
tremendamente di butano.
Scappo via perché mi viene da vomitare. Esco fuori e respiro a pieni
polmoni. L’aria della stanza esagonale, pur essendo viziata, è sempre
meglio della schifezza che si era creata li dentro. Dopo che mi sono
ripreso dalla nausea prodotta dagli amici cornuti, vado alla terza porta.
Uguale anche questa alle altre, solo che qui c’è uno zaino e il
combat-armor. Piglio tutto e non appare nessun affare che mi vuole
cazziare. Sono quasi deluso. Esco e vado alla quarta porta.
Ora ho un bel armor 120 e sono discretamente fornito di rocket : 16. Apro
la quarta porta e, non appena varco la soglia, si richiude alle mie
spalle. Tento di riaprirla, ma è inutile. Da delle cellette a fianco dei
muri escono una decina di quelle palle rosse volanti munite di dentiere
aguzze e occhi che tanto assomigliano a quelle di Doom (ma va ! !).
Cominciano a spararmi dalla bocca. Sono tante, sparo due minelle alla
prima che mi si para davanti e quella si spatascia a terra. Alcune palle
sboccate dalle bestie mi colpiscono. Uh, bruciano. Sei rocket ben
assestati e altre due palle precipitano con un tonfo liquido.
Ne sono rimaste sette e io ho solo sei confetti, poi qui lo spazio non è
molto per scappare. Ne spreco due per un’altra bestia, le altre mi
colpiscono un paio di volte. L’health è a 96, l’armor a 102. Altre due
minelle, ma sbaglio un colpo, azz, e le sei bestie rimanenti mi svolazzano
intorno incazzatissime. Mi rimangono 2 rocket. Li sparo e, eureka, abbatto
due arnesi rossi. Ok, ma ne rimangono quattro ! !
Passo all’hyperblaster, ho solo 100 cells. Saltello di qua e di là
cercando di mirare una bestia volante. MI colpiscono ancora le bastarde
palle di merda. Spreco tutte le celle e riesco ad abbaterne solo una. Ora
sono tre, l’health è a 83 e l’armor è sceso a 52, urk ! ! Ma cosa vedono i
miei occhi : in fondo alla sala il superhealth e due serie di cariche di
rocket. Corro là coprendo la fuga con qualche fucilata di super-shotgun.
Raccolgo tutto, passo subito al rocket e abbatto le tre schifezze rimaste
con sei colpi ben calibrati.
L’health è salito a 183 e l’armor, sigh, è rimasto a 52. Naturalmente l’health
comincia a scendermi lentamente un punto alla volta. Quando si è
spatasciata anche l’ultima bestia si è riaperta la porta. Esco ed entro
nella quinta stanza. Minkia, è un cesso, una turca puzzolente con tanto di
escremento affusolato nel centro. L’odore assomiglia molto a quello dei
minotazauri. Ma pensa.
Esco e vado alla sesta stanza. E’ vuota, ad eccezione di una statua di un
demone alato alta circa tre metri. Aspetto che si animi e mi attacchi, ma
non succede. Avanzo, arrivo quasi a metà stanza e non succede una mazza.
Non succede niente nemmeno quando arrivo lì. La statua raffigura come
detto un demone, solo che ha il corpo di un bronzo di Riace, a cui però
manca proprio l’attrezzo lì, il coso, insomma : il kazzo. La statua è
d’oro a quanto pare e io nel mio inventario non ho mica un cilindro d’oro
di 30 cm ?
Lo prendo e glielo applico. Gli sta a pennello : un demone nudo e cornuto
con un pene d’oro in erezione. Non appena finisco di avvitarglielo scatta
una botola dietro le sue chiappe demoniache. La statua stranamente sembra
aver cambiato espressione, ora sembra più soddisfatta. Mah, sarà una mia
impressione
Passo per la botola e sapete dove mi ritrovo ? Esco dal muro, da una porta
segreta e mi ritrovo nel salone centrale, quello delle torce. La porta che
era chiusa ora è aperta. Saltello felice in quella direzione e mi avvicino
alla soglia. Scorgo una lunga scalinata che scende verso il basso e si
perde nel buio.
Beh, non mi resta che scendere.
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