[util/ADV.htm]

 
Sangue sul Quad - 6° Capitolo
[util/barraup.htm]
 

Esco dalla stanza del quadro e m'incammino nel corridoio di destra. Manco farlo apposta trovo una porta. La apro, ma dentro è completamente buio. Avanzo cauto ma piglio subito una stincata tremenda contro qualcosa. Uh, che dolore assurdo. Ma il pelatone può prendere anche stincate? Huch, ahi . . ma vaff!!!
Torno indietro a prendere una torcia nella stanza più grande. Azz, ma sono troppo in alto. Salto ma riesco solo a sfiorare la coppiglia che le contiene. Uh, ideona!! Torno nella stanza del quadro e prendo lo scrittoio. Lo trascino nella sala grande e ci salto sopra. Scricchiola pericolosamente, ma, prima che ceda sotto il mio dolce peso, riesco ad afferrare la torcia.

Ritorno nella stanza buia. E' colma di cianfrusaglie di tutti i tipi: dall'abaco allo zufolo. Un sacco di libri accatastati in montagne alte più di 3 metri insiema a tantissima altra roba: un triciclo senza una ruota, un pupazzo di ceramica ad altezza uomo raffigurante un clown, un windsurf, un mappamondo gigantesco sfondato che raffigura terre sconosciute. Uff, troppa roba. Tutti questi cumuli formano un labirinto che si dipana a partire dalla porta da cui sono entrato.

Mi faccio strada con la luce della torcia. Il sentiero tra i cumuli fa strane curve e poi si divide in tre. Prendo la via centrale, cammino per circa 100 metri e arrivo ad un vicolo cieco.

"Ma vaff . . . ."

Non appena pronuncio la frase i cumuli cominciano a tremare e a franare. Uno struzzo di legno con tanto di piume colorate mi cade proprio in testa. Mi giro e comincio a correre, ma la frana dilaga: un sassofono screpolato mi colpisce la nuca e ruzzolo in avanti. La torcia mi cade, mi giro istintivamente sulla schiena e vengo sepolto dalle cianfrusaglie. Qualcosa di pesante mi cade addosso e mi inchioda a terra. Cerco di muovermi, ma azz, se è pesante. Sono supino, totalmente al buio e sepolto vivo. Un claustrofobico darebbe fuori di matto, ma io sono il quaker glabro, non ho paura nemmeno del mostro solleticone.

La torcia non si è spenta, ahimè, sta appiccando un allegro fuocherello ad un assembramento di monnezza. Uh, se non mi muovo diventerò un quaker arrostito. La luce prodotta dall'incendio in erba illumina a tratti ciò che mi è caduto sopra. Arrgggh, ma cos'è??!! Vedo il pelatone, cioè me stesso, con l'espressione incazzata, mamma che brutto che sono!! Una copia pesantissima di me mi è sopra: bocca a bocca, naso a naso, pene a pene. Poi il tatto ha la meglio su gli altri sensi. Le mie mani sanno di toccare una superficie liscia e scopro che mi è caduto addosso un armadio con tanto di specchiera. Quindi la skifezza riflessa sono io. Azz, meno male che non avevo paura di niente, a momenti shitto nei bragoni della mimetica. Già però ora mi devo muovere da qui sotto, sennò tra un po' sarò cotto a puntino.

Sondo con le mani l'armadio e trovo i bordi. E' inutile cercare di alzarlo, devo tentare di spostarlo di lato (uh, come sono intelligente!!). See, è più facile dirlo che farlo. Urka, sento già il calore del fuocherello. Impongo tutta la mia forza di pelatone e riesco a spostarlo di qualche centimetro. Ci riprovo a fasi alterne e riesco a spostarlo. Una volta spostato però, altra roba mi cade addosso: una lavagna incrinata, un pesce spada imbalsamato e un totem apache. Spostate 'ste cose, naturalmente altre me ne cadono addosso. Praticamente nuoto nel marciume cercando di allontanarmi dall'incendio che sta assumendo proporzioni considerevoli.

Finalmente riesco a mettermi in piedi. Sono totalmente disorientato e non so che direzione prendere. Bah, corro in avanti e in effetti l'incendio me lo lascio alle spalle. Crepita e sfrigola il bastardo, anche se è utile per illuminarmi la via.

Corro lungo i sentieri facendo svolte a caso nelle varie biforcazioni. Sento il calore del fuoco dietro di me e davanti vedo solo il buio squarciato da lame infuocate.

Dopo un'infinità di tempo, in cui mi sembra di aver corso per decine di chilometri, mi ritrovo in uno spiazzo davanti ad (indovinate??) una porta. La apro, mi ritrovo in una stanzetta piccola, c'è un tavolo, due energumeni sono seduti e giocano a carte. Appena si accorgono della mia presenza. balzano in piedi brandendo spadoni e sbraitando in una lingua sconosciuta. Sparo in testa al primo che vola indietro rovesciando il tavolo. L'altro molla tutto e corre via inforcando la porta opposta a quella da cui sono entrato. Raccolgo la spada, che naturalmente sparisce e si ingloba nel mio parco armi. Sul tavolo insieme alle carte c'era una radio, Una radio? La raccolgo da terra, l'accendo e, plin plon, suona: moonlight shadow di Mike Oldfield. Gesù, ma dove sono capitato??!! Giro la rotella del tuning: "sono preoccupato perché il mio cane si è infatuato della cockerina dei vicini". Deve essere una commedia radiofonica, giro ancora ma sfrigola e basta e allora la spengo e la ributto a terra.

Apro la porta dove è scappato l'altro imbecille. Un lungo corridoio: sulla parete destra quattro porte a distanza regolare. Apro la prima: una stanza vuota. La seconda è finta, dipinta sul muro, la terza idem. La quarta si apre su una scalinata stretta che scende. Il corridoio gira a sinistra e prosegue.

Provo a scendere le scale. Giungo davanti ad un'altra porta (ho la nausea, credetemi!!). Chiusa. Torno su e m'incammino di nuovo per il corridoio. Un'altra curva a destra e una porta, uff. La apro. Un enorme cane mi salta addosso, mi butta a terrra e mi morde una spalla conficcandomi i canini (giustamente) nella carne. Tiro fuori la spada e lo apro da parte a parte. Budella blu e verdi mi ricoprono interamente e puzzano terribilmente, ,quasi come un paio di nike dopo che ci hai corso senza calze per un paio di giorni. L'altro tizio è nella stanza e non può fare a meno di ridere. Non appena mi rialzo, coperto di budella multicolore di cane, gli sparo e lo secco al primo colpo. Tzé, come si permette? Sono un pelatone serio io.

In mezzo alla stanza c'è una specie di prisma alto un metro e mezzo. Su di esso volteggia un cilindro d'oro di trenta centimetri circa. Lo piglio e si ingloba nell'inventario. Attaccate alla cintura del fu imbecille c'è un mazzo di chiavi. Uhm, chissà, forse una di loro apre la porta in fondo alla scalinata: le piglio.

In 'sta stanza non ci sono porte né finestre, quindi scavalco quel che rimane del cane e torno indietro. Scendo le scale fino alla porta: non serve nemmeno infilare la chiave nella toppa: scatta automaticamente al mio arrivo. Un altro corridoio illuminato dalla solita fluorescenza. Lo percorro tutto. Fa un paio di semicurve e si ferma davanti ad un'altra porta. Scatta automaticamente anche questa, mi ritrovo all'ingresso del castello dove avevo fatto fuori le statue, naaaa!! Compaio dal muro di destra da un passaggio nascosto. La porta segreta si richiude mimetizzandosi di nuovo col muro.

Beh, adesso ho una mazzo di chiavi e sopra c'è una porta chiusa. Non resta che andare ad aprirla....
 

 

DadaX Productions 2001