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Esco dalla
stanza del quadro e m'incammino nel corridoio di destra. Manco farlo
apposta trovo una porta. La apro, ma dentro è completamente buio. Avanzo
cauto ma piglio subito una stincata tremenda contro qualcosa. Uh, che
dolore assurdo. Ma il pelatone può prendere anche stincate? Huch, ahi . .
ma vaff!!!
Torno indietro a prendere una torcia nella stanza più grande. Azz, ma sono
troppo in alto. Salto ma riesco solo a sfiorare la coppiglia che le
contiene. Uh, ideona!! Torno nella stanza del quadro e prendo lo
scrittoio. Lo trascino nella sala grande e ci salto sopra. Scricchiola
pericolosamente, ma, prima che ceda sotto il mio dolce peso, riesco ad
afferrare la torcia.
Ritorno nella stanza buia. E' colma di cianfrusaglie di tutti i tipi:
dall'abaco allo zufolo. Un sacco di libri accatastati in montagne alte più
di 3 metri insiema a tantissima altra roba: un triciclo senza una ruota,
un pupazzo di ceramica ad altezza uomo raffigurante un clown, un windsurf,
un mappamondo gigantesco sfondato che raffigura terre sconosciute. Uff,
troppa roba. Tutti questi cumuli formano un labirinto che si dipana a
partire dalla porta da cui sono entrato.
Mi faccio strada con la luce della torcia. Il sentiero tra i cumuli fa
strane curve e poi si divide in tre. Prendo la via centrale, cammino per
circa 100 metri e arrivo ad un vicolo cieco.
"Ma vaff . . . ."
Non appena pronuncio la frase i cumuli cominciano a tremare e a franare.
Uno struzzo di legno con tanto di piume colorate mi cade proprio in testa.
Mi giro e comincio a correre, ma la frana dilaga: un sassofono screpolato
mi colpisce la nuca e ruzzolo in avanti. La torcia mi cade, mi giro
istintivamente sulla schiena e vengo sepolto dalle cianfrusaglie. Qualcosa
di pesante mi cade addosso e mi inchioda a terra. Cerco di muovermi, ma
azz, se è pesante. Sono supino, totalmente al buio e sepolto vivo. Un
claustrofobico darebbe fuori di matto, ma io sono il quaker glabro, non ho
paura nemmeno del mostro solleticone.
La torcia non si è spenta, ahimè, sta appiccando un allegro fuocherello ad
un assembramento di monnezza. Uh, se non mi muovo diventerò un quaker
arrostito. La luce prodotta dall'incendio in erba illumina a tratti ciò
che mi è caduto sopra. Arrgggh, ma cos'è??!! Vedo il pelatone, cioè me
stesso, con l'espressione incazzata, mamma che brutto che sono!! Una copia
pesantissima di me mi è sopra: bocca a bocca, naso a naso, pene a pene.
Poi il tatto ha la meglio su gli altri sensi. Le mie mani sanno di toccare
una superficie liscia e scopro che mi è caduto addosso un armadio con
tanto di specchiera. Quindi la skifezza riflessa sono io. Azz, meno male
che non avevo paura di niente, a momenti shitto nei bragoni della
mimetica. Già però ora mi devo muovere da qui sotto, sennò tra un po' sarò
cotto a puntino.
Sondo con le mani l'armadio e trovo i bordi. E' inutile cercare di
alzarlo, devo tentare di spostarlo di lato (uh, come sono intelligente!!).
See, è più facile dirlo che farlo. Urka, sento già il calore del
fuocherello. Impongo tutta la mia forza di pelatone e riesco a spostarlo
di qualche centimetro. Ci riprovo a fasi alterne e riesco a spostarlo. Una
volta spostato però, altra roba mi cade addosso: una lavagna incrinata, un
pesce spada imbalsamato e un totem apache. Spostate 'ste cose,
naturalmente altre me ne cadono addosso. Praticamente nuoto nel marciume
cercando di allontanarmi dall'incendio che sta assumendo proporzioni
considerevoli.
Finalmente riesco a mettermi in piedi. Sono totalmente disorientato e non
so che direzione prendere. Bah, corro in avanti e in effetti l'incendio me
lo lascio alle spalle. Crepita e sfrigola il bastardo, anche se è utile
per illuminarmi la via.
Corro lungo i sentieri facendo svolte a caso nelle varie biforcazioni.
Sento il calore del fuoco dietro di me e davanti vedo solo il buio
squarciato da lame infuocate.
Dopo un'infinità di tempo, in cui mi sembra di aver corso per decine di
chilometri, mi ritrovo in uno spiazzo davanti ad (indovinate??) una porta.
La apro, mi ritrovo in una stanzetta piccola, c'è un tavolo, due
energumeni sono seduti e giocano a carte. Appena si accorgono della mia
presenza. balzano in piedi brandendo spadoni e sbraitando in una lingua
sconosciuta. Sparo in testa al primo che vola indietro rovesciando il
tavolo. L'altro molla tutto e corre via inforcando la porta opposta a
quella da cui sono entrato. Raccolgo la spada, che naturalmente sparisce e
si ingloba nel mio parco armi. Sul tavolo insieme alle carte c'era una
radio, Una radio? La raccolgo da terra, l'accendo e, plin plon, suona:
moonlight shadow di Mike Oldfield. Gesù, ma dove sono capitato??!! Giro la
rotella del tuning: "sono preoccupato perché il mio cane si è infatuato
della cockerina dei vicini". Deve essere una commedia radiofonica, giro
ancora ma sfrigola e basta e allora la spengo e la ributto a terra.
Apro la porta dove è scappato l'altro imbecille. Un lungo corridoio: sulla
parete destra quattro porte a distanza regolare. Apro la prima: una stanza
vuota. La seconda è finta, dipinta sul muro, la terza idem. La quarta si
apre su una scalinata stretta che scende. Il corridoio gira a sinistra e
prosegue.
Provo a scendere le scale. Giungo davanti ad un'altra porta (ho la nausea,
credetemi!!). Chiusa. Torno su e m'incammino di nuovo per il corridoio.
Un'altra curva a destra e una porta, uff. La apro. Un enorme cane mi salta
addosso, mi butta a terrra e mi morde una spalla conficcandomi i canini
(giustamente) nella carne. Tiro fuori la spada e lo apro da parte a parte.
Budella blu e verdi mi ricoprono interamente e puzzano terribilmente,
,quasi come un paio di nike dopo che ci hai corso senza calze per un paio
di giorni. L'altro tizio è nella stanza e non può fare a meno di ridere.
Non appena mi rialzo, coperto di budella multicolore di cane, gli sparo e
lo secco al primo colpo. Tzé, come si permette? Sono un pelatone serio io.
In mezzo alla stanza c'è una specie di prisma alto un metro e mezzo. Su di
esso volteggia un cilindro d'oro di trenta centimetri circa. Lo piglio e
si ingloba nell'inventario. Attaccate alla cintura del fu imbecille c'è un
mazzo di chiavi. Uhm, chissà, forse una di loro apre la porta in fondo
alla scalinata: le piglio.
In 'sta stanza non ci sono porte né finestre, quindi scavalco quel che
rimane del cane e torno indietro. Scendo le scale fino alla porta: non
serve nemmeno infilare la chiave nella toppa: scatta automaticamente al
mio arrivo. Un altro corridoio illuminato dalla solita fluorescenza. Lo
percorro tutto. Fa un paio di semicurve e si ferma davanti ad un'altra
porta. Scatta automaticamente anche questa, mi ritrovo all'ingresso del
castello dove avevo fatto fuori le statue, naaaa!! Compaio dal muro di
destra da un passaggio nascosto. La porta segreta si richiude
mimetizzandosi di nuovo col muro.
Beh, adesso ho una mazzo di chiavi e sopra c'è una porta chiusa. Non resta
che andare ad aprirla....
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